Does It Offend You, Yeah?
Sono una band elettro-rock di Reading. La band è formata da James Rushent (voce, basso), Dan Coop (synths), Morgan Quaintance (voce, synths, chitarra), e Rob Bloomfield (batteria). Il gruppo è stato accostato ad artisti della scena dance quali i Daft Punk, i Justice. La particolarità del gruppo sta nelle esibizioni live forti, aspre, accompagnate spesso dalla distruzione degli strumenti. Dan Coop ha spiegato che il nome del gruppo deriva da una frase che David Brant pronuncia durante una scena della sitcom inglese “The Office”.
Il loro album di esordio “You Have No Idea What You're Getting Yourself Into” è uscito nel marzo 2008. L'album prende la sua forma definitiva in un anno di lavoro, e viene completato dal lavoro di mix di Rich Costey (già produttore dei Franz Ferdinand) e di produzione di Elliot James (già tecnico del suono per Bloc Party). L’influenza dei Prodigy si fa sentire soprattutto nei potenti e intensi live dei DIOYY, come ispirazione perfetta di una band dance che rifiuta il cliché computer/luci/proiezioni tipiche dei dj set. Nell’album si sente come i ragazzi siano cresciuti a birra e telefilm, ascoltando la musica degli anni ‘80, guardando i Goonies e le avventure dei Ghostbusters.
Un esempio? Il brano “Being Bad Feels Pretty Good” è stato scritto da James dopo aver visto su YouTube alcune scene di ballo del mitico cult movie statunitense del 1985 “The Breakfast Club”, di John Hughes. Sarà per il ritorno ai suoni degli anni ‘80, i cenni alla techno dei ‘90, che i DIOYY mettono in guardia l’ascoltatore con un intimidatorio: “Non sapete in quale casino vi state cacciando”. Ispirati e ironici, rischiano con la spavalderia e l’irriverenza, di cui solo una band che somma in tutto un secolo di età può essere capace, hanno sfornano dieci brani densi di energia vitale e di entusiasmo contagioso. Del resto, i primi risultati eccellenti arrivano in un baleno: il pezzo capolavoro dell’album, “We Are Rockstar” è una presa in giro della mania dilagante di apparire su myspace con immagini sempre perfette.